8 lezioni di Seneca per una carriera migliore

 

                                         

Da Seneca è possibile imparare moltissimo, anche in riferimento al mondo del lavoro.

“La natura dell'universo è tale che gli estremi non possono mai giustificare i mezzi: al contrario, i mezzi determinano sempre la fine” – Aldous Huxley

1.Dove spendete (sì, spendete) la maggior parte delle vostre ore di veglia?

2.Questi ambienti vi permettono di sviluppare ed esprimere le vostre idee?

Destinare riflessioni importanti a queste domande è essenziale se desideriamo avvicinarci al nostro io, in quanto le influenze a cui ci esponiamo più di frequente plasmeranno indubbiamente la nostra mentalità, il nostro atteggiamento e la nostra traiettoria.

 

La mia risposta alla prima domanda è attualmente duplice: a casa e al lavoro. Compreso il tempo trascorso a viaggiare e a tornare, il mio lavoro più recente mi ha visto spendere ben 10 ore al giorno al lavoro sotto la giurisdizione di qualcun altro. Solitamente dormo 6-7 ore, preparo e consumo i miei pasti in 1-2 ore e pratico yoga e meditazione per una media di 2 ore. Mi piace anche leggere, lavorare sulla mia fotografia, fuggire verso le montagne, scrivere lettere significative ad amici e parenti, star seduta a riflettere, prendermi cura del mio ambiente domestico, prestare attenzione all’igiene personale e sentirmi libera di dire spontaneamente di sì ad inviti inaspettati.

Ma aspettate un momento… ho appena finito le mie ore a disposizione?

“Noi non disponiamo di poco tempo, ma ne abbiamo perduto molto. La vita è lunga abbastanza e ci è stata data con larghezza per la realizzazione delle più grandi imprese, se fosse impiegata tutta con diligenza” – Seneca

Seneca (4 AC — 65 DC) è stato un filosofo stoico, statista, drammaturgo e umorista romano. Di recente mi sono soffermata sulle osservazioni di Seneca relative alla brevità della vita. Una prima lettura mi aveva trasmesso l’impressione che Seneca stesse consigliando a ognuno di noi di andare immediatamente in pensione e che tutto il lavoro per altri uomini dovesse essere considerato un spreco di tempo prezioso.

Lezione numero 1

“Le persone sono ben liete di accettare retribuzioni e ricompense, per le quali mettono a disposizione la loro manodopera, il loro supporto o i loro servizi. Tuttavia, nessuno comprende il valore del tempo: gli uomini lo usano smisuratamente, come se non valesse nulla. Per cui […] esci dal gregge e, dato che sei stato in preda a burrasche più di quanto la tua età meriterebbe, ritirati almeno in un porto sicuro” – Seneca

Tuttavia, dopo una seconda lettura, mi sono ritrovata a vedere le sue riflessioni sotto una luce diversa. Ciò che il filosofo stoico sembra volerci ricordare si può riportare in un’affermazione familiare: il tempo è prezioso. E invece di riservare l’applicazione di questa conoscenza alle ore che definiremmo tipicamente “libere”, possiamo scegliere di integrare questa filosofia in tutti i nostri impegni e reclamare quindi tutte le ore come nostre.

Lezione numero 2

“Come sontuose e regali ricchezze, quando siano giunte ad un cattivo padrone, vengono dissipate in un attimo, ma, benché modeste, se vengono affidate ad un buon custode, si incrementano con l’investimento, così la nostra vita si estende a lungo per chi sa bene gestirla” – Seneca

Quindi, cosa comporta il gestire una vita in maniera corretta? Gli elementi principali della riflessione di Seneca suggeriscono ampio tempo libero, dare priorità alla comprensione della propria vita e non dedicare il vostro bene più prezioso a qualcuno che non ne comprenda il valore. Illuminante. Persino ammirevole. Ma non necessariamente pratico per quelle persone che desiderano di essere in grado di pagare le bollette, di mangiare bene, di comprare occasionalmente libri e di attraversare il globo da un momento all’altro. Perdonatemi se dico una cosa ovvia, ma per un’idealista come me questa è stata una rivelazione soltanto recente: la vita moderna richiede denaro.

Perché lavoriamo? Una volta che avrete trovato una risposta con le vostre informazioni a disposizione, possiamo passare all’ambito relativo al modo in cui possiamo lavorare. È importante stabilire prima il perché, così da poter fare sempre riferimento al nostro quadro generale; possiamo mantenere un senso della foresta anche quando siamo immersi in mezzo agli alberi. E con il perché che funge da motivazione, possiamo portare la nostra attenzione sul come.

Lezione numero 3

“Ricordati di quando […] eri sempre a tua disposizione; di quando il tuo viso indossava la sua espressione naturale; di quando la tua mente era indisturbata; […] di quanti si sono appropriati della tua vita quando non eri consapevole delle tue perdite; di quanto hai perso in mezzo […] alle seduzioni della società; di quanto poco di te stesso ti è stato lasciato” – Seneca

Non dobbiamo depredare la nostra vita, inconsapevoli delle perdite, o rinunciare alle nostre espressioni facciali naturali – possiamo piuttosto modificare il modo in cui ci approcciamo al nostro lavoro e qualificare comunque il tempo ad esso dedicato come “a nostra disposizione”. Utilizzando gli ammonimenti di Seneca e applicandoli alla vita pratica e moderna possiamo infondere la nostra etica lavorativa con un senso di profonda gratitudine, volontà fervida e, persino, meraviglia. Lavoravo come hostess (leggasi: “cameriera”) su uno yatch privato. Le norme riguardo alla pulizia erano incredibilmente elevate – parlo di passare il cotton fioc tra le piastrelle del bagno – e richiedevano ore di attenzione per potere essere attuate. All’inizio, ritenevo che queste ore mi annebbiassero la mente e mi prosciugassero l’anima. Ma poi un amico mi ha offerto questo consiglio: “Sfruttale a tuo vantaggio”.

Lezione numero 4

“Le persone si affrettano per tutte le loro vite e sono tormentate da una brama del futuro e da una stanchezza del presente. Tuttavia, l’uomo che dedica tutto il suo tempo ai propri bisogni e che organizza ogni giorno come se fosse l’ultimo non desidera né teme il giorno seguente, perché si chiede quali saranno i nuovi piaceri che gli porterà ogni ora che passa” – Seneca

Questa affermazione ha rappresentato per me una svolta. Di quali bisogni potevo occuparmi simultaneamente in quelle ore? Per cominciare, ho comprato uno speaker, ho scaricato alcune conferenze di Alan Watts e sono entrata in quelle stanze di marmo con una prospettiva interamente diversa. Mentre pulivo, mi concentravo sul mio respiro. Mentre lucidavo, ascoltavo. Mentre lustravo, riflettevo. Improvvisamente, non stavo più dedicando la mia giornata a questioni apparentemente insignificanti, ma stavo venendo pagata per filosofeggiare e arricchire la mia comprensione dell’esistenza!

Lezione numero 5

“La vera felicità è godere del presente, senza dipendere ansiosamente dal futuro e intrattenerci con speranze e paure ma rimanendo soddisfatti di ciò che possediamo, che è sufficiente, poiché colui che la pensa in questo modo non desidera nulla. Le più grandi benedizioni dell’umanità sono dentro di noi e a nostra disposizione. L’uomo saggio è felice di ciò che ha, di qualunque cosa si tratti, e non desidera ciò che non possiede” – Seneca

Eckhart Tolle ribadisce questo concetto quando lavora con individui che non si sentono ispirati dal loro lavoro. Tolle suggerisce che in questo caso, gli sforzi dell’individuo non devono essere diretti verso un tentativo di trovare un’utilità nel lavoro stesso, ma verso l’utilizzo dell’ambiente di lavoro come un contesto – un’opportunità – per mettere in pratica la propria presenza e intraprendenza.

Questo tipo di pratica, come ho potuto provare con me stessa, è più accessibile quando gli incarichi sono semplici, persino umili. Alcuni di voi potrebbero già trovarsi in un lavoro che amano. Un lavoro che ogni mattina vi faccia saltare dal letto con grande impazienza di scoprire “quali nuovi piaceri” può portarvi ogni ora. Ma per tutti gli altri, i periodi di lavoro poco edificante – seppur temporaneo – per poter finanziare nuovi progetti, comprare il biglietto per un volo transoceanico o per pagare l’affitto, sono una realtà.

Ed è qui che entra in gioco quello che David Foster Wallace definisce “lavoro di scelta”.

Lezione numero 6

“Era solito condire le sue fatiche con la consolazione, dolce seppur falsa, che un giorno avrebbe vissuto per compiacere se stesso” – Seneca

Possiamo scegliere di sentirci arrabbiati o annoiati per il nostro lavoro, oppure possiamo scegliere di vivere per “compiacere noi stessi” nell’immediato. In entrambi i casi, è una scelta che dobbiamo prendere consapevolmente. Ciò che Seneca tenta di trasmetterci è la tragica perdita del tempo insostituibile che svanisce quando permettiamo a noi stessi di procrastinare le nostre gioie della vita.

Lezione numero 7

“I motivi di ansia non mancheranno mai sia nelle gioie che nei momenti tristi. Sono Ie preoccupazioni a incalzare la vita, non si raggiungerà mai la tranquillità, ma la si desidererà sempre” – Seneca

Scegliendo di impiegare ogni ora di veglia a nostro vantaggio, indipendentemente dai nostri doveri, possiamo godere del tempo prezioso che ci è stato concesso. Il modo in cui farlo varia a seconda delle persone, in base ai loro ideali e priorità personali. Per me, ha significato utilizzare la mia pausa caffè per meditare all’aperto durante l’alba. Ha significato utilizzare la mia pausa pranzo per fare una corsa, una nuotata o leggere un libro e di mangiare qualcosa di veloce sulla via del ritorno. Ha significato prestare seria attenzione alla mia postura se dovevo stirare per ore o ascoltare attentamente ciò che i miei colleghi volevano davvero comunicare, invece di far semplicemente caso a ciò che usciva dalle loro labbra. Alla fine di giorni simili, mi sentivo calma come non mai. Ho assistito alla disintegrazione della linea di separazione tra ore lavorative e non lavorative. E, cosa ancora più importante, mi sono sentita come se stessi davvero vivendo la mia vita e che non stessi posticipando o perdendo nulla. E se è questo a cui miriamo – a imparare come vivere – non riesco a pensare a del tempo migliore da cui iniziare che non sia quello di cui disponiamo.

Lezione numero 8

“Vivere è l’attività meno importante dell’uomo preoccupato; eppure non c’è nulla di più difficile da riuscire ad imparare. Per le altre arti si possono trovare maestri ovunque […], ma imparare a vivere richiede una vita intera” – Seneca

 

(Fonte: HighExistance)

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