Lavorare in un ambiente ostile: un’opportunità di crescita

di Domenico Iuzzolino 

Molti di noi nel corso della propria carriera lavorativa sono incappati nell'operato di un cattivo dirigente, incubo dei dipendenti e causa di stress sul lavoro.

Naturalmente un pessimo leader all'interno di unorganizzazione causa numerosi problemi di gestione non solo per le tensioni e ansie che trasferisce, ma anche per il continuo turn over del personale non disposto a soccombere all'umore quotidiano del “capo”.

Riconoscere un cattivo leader è facilmente intuibile ed il suo comportamento può essere di lezione su come ci si deve comportare in quel ruolo. Non solo, ma può essere da spunto per un miglioramento personale dal punto di vista comunicativo, relazionale, professionale e per “spingerti” verso il successo.

 

Il primo tratto riconoscibile di un cattivo dirigente è la mancanza di empatia, ovvero la mancanza di sensibilità verso i problemi dei propri dipendenti. Un leader che soffre di tale carenza non sprecherà mai il tempo ad aiutare, guidare e motivare i suoi dipendenti e tanto meno dispenserà lodi e incoraggiamenti. A questo punto dovrà entrare in gioco l’autostima per raggiungere comunque traguardi importanti senza alcun riconoscimento altrui e saranno maggiormente evidenziate determinate competenze personali e professionali.

Un ulteriore carattere distintivo del “capo” cattivo è quello di essere troppo prepotente e di comandare, non lasciando alcuno spazio ai propri collaboratori e tanto meno quelli che lo aiuterebbero a crescere. Al contrario i veri leader non solo si circondano di collaboratori che desiderano lavorare con loro, ma ne ascoltano anche i suggerimenti e consigli. Spesso, invece, hanno poca pazienza, e le risposte dei dipendenti devono essere veloci e concise, pertanto sarà indispensabilmigliorare il proprio intuito e decifrare il linguaggio del corpo.

Il cattivo dirigente è pronto ad esplodere al minimo segnale di allarme e sarà, quindi, indispensabile imparare quando è il momento di parlare e quando invece è il momento di lasciar correre focalizzando l’attenzione sui grandi obiettivi e minimizzando i conflitti all'interno dell’ambiente lavorativo. Sarà importante imparare l’arte del compromesso e rimanere calmo e impassibile nei momenti di forte pressione.

La paura del cambiamento, soprattutto quando riguarda molti soldi o coinvolge i posti di lavoro dei dipendenti, è un altro limite di un cattivo dirigente. Voglia di cambiamento invece che non deve mai mancare a chi si pone grandi obiettivi nella vita ed è disposto ad accettare qualsiasi sfida non accettando impassibilmente le cattive abitudini del “capo”. 

Una volta che si è cresciuti a livello emotivo ed intellettuale, bisogna uscire dall'ambiente sicuro e cogliere le opportunità per la propria crescita personale.

“Il successo dipende dal semplice fatto di prendere la decisione di vivere”

 

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