Tre consigli sulla produttività che tutti danno ma che non funzionano

Dire no al multitasking può sembrare una cosa intelligente, ma in realtà è un errore. Così come decidere di non guardare le mail dopo il risveglio. Il mondo è cambiato, devono farlo anche i consigli

tre_consigl_sulla_produttivitadi: LinkPop

In campo di efficienza e produttività sul lavoro, tutti sono bravi a dare consigli. Il problema è che, spesso, molti di questi non funzionano. Sono proprio sbagliati, non vanno. Come fare a distinguerli? In generale, basta un po’ di buon senso, intuito e un minimo di esperienza per cogliere le idee intelligenti in mezzo al mare di cialtronate che spumeggia in rete. In ogni caso, per chi avesse bisogno di una minima guida, ce ne sono tre che sono senza dubbio sbagliati.

Non controllare le email come prima cosa al mattino

Certo. Meglio aspettare di rientrare in ufficio ed essere colti di sorpresa davanti a tutti, come no. In realtà, se anche le intenzioni di questo suggerimento sono lodevoli (alzarsi sereni, non gettarsi subito nell’ansia del lavoro) le conseguenze possono essere catastrofiche.

Per cui, meglio guardare le mail e rispondere solo a quelle che richiedono un semplice “sì” o “no”, come consiglierebbe Gesù Cristo (“la vostra risposta sia sì sì, no no”). Le altre tenetele per dopo, che è meglio.

Fate prima le cose più impegnative
Cioè quando i livelli di energia sono più alti. In realtà è sbagliata, e il problema sta tutto in una concezione dell’essere umano simile a quella che si ha di una pila. Non è che le energie si esauriscono man mano, bensì hanno un movimento circolare, cali e picchi.
Detto ciò, le prime cose da fare devono perciò essere quelle più urgenti (come è ovvio) e non quelle più difficili. A parità di urgenza, privilegiare piccoli compiti che pian piano aumentano la concentrazione. È solo a quel punto che bisogna mettersi sotto e affrontare i lavori più impegnativi: quando si è al massimo delle forze, e pronti e reattivi. Si risparmia energia e tempo.

No al multitasking
Tutti si lamentano di dover fare più cose nello stesso momento. Quanto sarebbe meglio poter organizzare le attività in modo da seguirne una alla volta, dall’inizio alla fine, e raggiungere la massima concentrazione ogni volta.
Ecco, no. Non funziona così. E, del resto, ormai non è più nemmeno un’opzione. Quel modello di vita non esiste più (e forse non è mai esistito). Essere multitasking significa, in realtà, ottimizzare il tempo, eliminare i momenti morti e renderli più produttivi. Il problema non sta nell’essere multitasking, ma nelle cose che si sceglie di fare allo stesso tempo. Se si prende il treno per andare al lavoro e, nel frattempo, si legge un libro, ecco: quello è già multitasking. Se durante il viaggio si organizza la giornata, ecco: è già multitasking. Non sono cose allo stesso livello, e funzionano. Scrivere mail e rispondere al telefono, ecco: è multitasking, ma non va bene. Divide il cervello e rovina tutto.

 

Tratto da: Linkiesta

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