Esaltare la diversità

”In un mondo con troppe scelte e troppo poco tempo, le scelta ovvia è ignorare le cose normali. Il guru del marketing Seth Godin ci spiega perché, quando si tratta di attirare la nostra attenzione, le idee bizzarre o francamente sbagliate sono migliori di quelle noiosamente giuste”.

Di: Seth Godin

L’ Ottimismo della volontà e Il Paradosso di Stockdale

L’ Ottimismo della volontà e Il Paradosso di Stockdale

Uno dei migliori libri di management che ho letto è un libro di Jim Collins, considerato da molti l’erede di Peter Drucker, “O meglio o niente”, che parla prevalentemente di leadership. L’autore ha cercato di individuare i fattori di successo delle imprese che sono state in grado di raggiungere e mantenere il loro livello d’eccellenza per quindici anni consecutivi e oltre e visto che proprio quest’ anno Sphera festeggia i 15 anni, mi è sembrato giusto scrivere due righe sulla parte che considero più importante.
Il Paradosso di Stockdale, di cui si parla nel libro, prende il nome dall’ammiraglio Jim Stockdale, che e' stato il prigioniero americano piu' alto in grado durante la guerra in Vietnam. Stockdale venne torturato duramente e non aveva molti motivi per credere che sarebbe soppravissuto al campo di prigionia e rivedere sua moglie un giorno. Eppure, come lo stesso Stockdale ha detto a Collins: ““Non devi mai perdere fede nel fatto che la storia avra' un lieto fine. Non ho mai messo in dubbio che non solo ce l’avrei fatta a tornare a casa, ma anche che alla fine sarei riuscito a trasformare quell’esperienza in un momento che avrebbe definito in modo positivo me e la mia vita, in qualcosa che, potendo ritornare indietro, non avrei cambiato con niente al mondo. ”

10 cose che le persone dotate d'intelligenza emotiva NON fanno

Risorse umane-intelligenza emotiva

di: Brianna Wiest

L'intelligenza emotiva è forse la caratteristica più importante, ma sottovalutata, della nostra società.

Ci affidiamo alla logica e alla ragione per affrontare la vita di ogni giorno, eppure dopo lunghe pause di riflessione, arriviamo alle stesse conclusioni a cui potremmo giungere in un batter d'occhio senza pensarci troppo. I nostri leader trascurano l'elemento umano di molte questioni socio-politiche e non c'è neanche bisogno che vi indichi la percentuale di divorzi per convincervi che molti di noi non scelgono il partner giusto (e non sono capaci di tenere in piedi le loro relazioni a lungo).

Sembra che la gente sia convinta che la cosa più intelligente da fare sia non provare alcuna emozione. Per essere efficienti bisogna essere come macchine, un prodotto dei nostri tempi. Una specie di robot ben oliato, consumista, programmato digitalmente, "non-cosciente" ma totalmente funzionante. E per questo... soffriamo.

Noi, travolti dall'ossessione di restare connessi

Noi, travolti dall'ossessione di restare connessi

di: Zygmunt Bauman

Il dizionario Merriam-Webster, che gode di grande considerazione, liquida il termine "ossessione" come «un'attività verso cui si nutre molto interesse o a cui si dedica molto tempo»; "compulsione" come «il sentirsi costretti a fare qualcosa»; e "dipendenza" come «un persistente consumo compulsivo di una sostanza di cui la persona che ne fa uso conosce l'effetto nocivo». Il rapporto che abbiamo con le nove ore o più che, stando a una ricerca attuale, l'individuo medio trascorre quotidianamente davanti a schermi grandi, medi o in formato tascabile (ossia nell'universo online) rispecchia tutte e tre le definizioni. (…)

Lasciatemi cominciare dalla considerazione secondo cui le azioni nel mondo connesso sono nettamente più veloci e vantaggiose di quelle che impone invece la vita nell'universo disconnesso. In netto contrasto con il modo in cui una persona si aggira nel mondo offline, le imprese della vita di un individuo che naviga nell'universo online sono incomparabilmente più semplici (senza la necessità di abilità particolarmente complesse né di uno sforzo prolungato), più veloci (i risultati sono davvero immediati e si ha la sensazione di riuscire a ottenere qualcosa senza dover aspettare), più sicure (le iniziative che si intraprendono quando si è connessi possono essere annullate senza grossi problemi, ed è improbabile che le conseguenze di ciò finiscano per tormentare la persona che naviga incautamente in rete). Ma era proprio questo a cui mirava l'idea di progresso annunciata dai profeti, dai pionieri e dai promotori della modernità, così come i conseguenti affanni della modernizzazione. È esattamente ciò che "essere moderni," o "condurre una vita moderna," doveva significare: liberarsi, a una a una, di tutte le fatiche e i disagi della vita. (…)

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