Uscire dall’ Euro? Insieme e senza divisioni

di Roberta Barone
Perché è impossibile uscire dall’ Euro con un Referendum? Quale strategia usare allora? In che modo riunire persone che abbiano competenze giuridiche ed economiche in sostegno alla stessa politica? Quale soluzione alternativa all’Euro in Italia? In Europa son contenti di Renzi? Lo abbiamo chiesto all’economista Claudio Borghi, docente dell’Università Cattolica di Milano.

Da anni il Movimento 5 Stelle avanza la proposta di uscire dall’Euro attraverso un Referendum, cosa che sappiamo bene non può avvenire dato che l’Art. 75 della Costituzione non permette che questo possa essere utilizzato per autorizzare ratifiche a trattati internazionali. Vuole spiegarci meglio?
Esatto, è molto semplice. Come giustamente ha fatto notare, sembra che non è possibile sottoporre a referendum abrogativi i trattati internazionali e leggi che discendono dai trattati medesimi, come da consolidata giurisprudenza. Questa via non è dunque praticabile non solo per l’aspetto abrogativo ma anche per l’aspetto pratico: nel mentre che uno istruisce un referendum, quand’anche si potesse, dopo ci sarebbero sicuramente delle turbolenze nei mercati tali da rendere la competizione elettorale falsata da chi in questo momento ha in mano la possibilità di muovere questi mercati, vale a dire la crisi operai. Cioè basterebbe che, nel bel mezzo dell’organizzazione della campagna elettorale per il referendum, Draghi dicesse che allora non garantisce titoli di Stato e il risultato sarebbe un bel casino se unito poi alla nostra informazione degna di regimi totalitari. Quindi non si capisce perché uno debba seguire una strada che non è possibile, innanzitutto dal punto di vista legislativo, e perché poi la Costituzione si porti in palmo di mano solo quando fa comodo. E’ per questo che io sono stato estremamente critico rispetto all’atteggiamento del Movimento 5 Stelle sulla questione Euro: se per uscire da una porta in cui c’è un buco dalla serratura, dobbiamo ascoltare chi dice che si può uscire attraverso quella serratura, allora mi sta pigliando in giro.
L’unica soluzione allora sarebbe una forte presa di posizione da parte di chi sta al governo, cosa che attualmente non può certo verificarsi col Pd…
Certo che con il Pd non può purtroppo avvenire ma attenzione, il “purtroppo” è per chi la vede come me. Per altri che invece credono che l’Euro sia il migliore dei mondi possibili, allora è una fortuna. Bisogna sempre vedere le cose da due parti. Se io voglio fare un cambiamento in modo democratico, l’unica maniera è per via elettorale.
Ma possiamo quindi sperare che ciò possa avvenire attraverso altre forze politiche diverse dal Pd, magari nelle prossime elezioni?
Beh, certo. Era la mia speranza, l’ho sempre detto pubblicamente già per le elezioni europee e son sicuro che, se mi avessero dato retta, il risultato sarebbe stato differente. Questa specie di pseudo-legittimazione, derivante dal 40% del Pd, non ci sarebbe forse stata se gli altri partiti, invece di presentarsi in ordine sparso, si fossero presentati tutti sotto la bandiera del NO EURO. Ciò vale a dire riuscire a mettere insieme Lega, 5 Stelle, Forza Italia e Fratelli d’Italia, insomma tutti quelli che potenzialmente avrebbero potuto rifiutare questo Euro e questa Europa, pur accettando le differenze enormi tra di loro che avrebbero potuto venire fuori solo quando ci saremmo liberati da ciò che oggi minaccia il nostro paese. Fino ad oggi invece abbiamo visto una platea totalmente divisa dove ognuno portava avanti la sua idea e, in certi casi neanche troppo chiara, come quella del M5S che non capiva bene cosa realmente volesse visto che è assurdo proporre un referendum senza avere una posizione. Se invece la posizione ci fosse stata, anche a seguito della loro democrazia diretta che mai viene usata, ma anche grazie ad uno schieramento di tutti quei partiti, allora la storia sarebbe stata diversa e probabilmente anche quella di tutta Europa. Questo perché, prima in Inghilterra poi in Francia, se fosse stato così anche in Italia, a quel punto il sistema non avrebbe più retto. Invece la mossa di Grillo ha diviso il campo, è questa la responsabilità che gli addebito.
Le faccio dunque una domanda un po’ particolare: lei è stato candidato con la Lega alle europee, partito che sicuramente ha condiviso la sua posizione riguardo l’uscita dall’Euro. In diverse occasioni – ricordo anche un dibattito avvenuto nella trasmissione televisiva “La gabbia” in cui si faceva riferimento ad un incontro alla Camera con gli stessi grillini- lei avrebbe ribadito che la medesima occasione non le è stata data dal M5S. Ma in che modo i partiti potrebbero coinvolgere gran parte di quegli economisti, cito lei come Bagnai, la Undiemi, Rinaldi, Napoleoni ecc, per poter concretizzare questa mossa? Lo stesso Rinaldi, commentando le posizioni di Grillo, ha auspicato uno schieramento di persone che abbiano competenze giuridiche ed economiche.
Bisogna volere davvero uscire. Se si vuole davvero uscire, e quindi non si vuole solo un referendum, allora ci si chiede: come facciamo? In secondo luogo ci sediamo a tavola per organizzare qualche iniziativa e per riuscire ad accelerare i tempi. Abbiamo perso un’occasione e mi sa che adesso sarà molto difficile, che ci toccherà essere salvati dai francesi, dove invece c’è un partito anti Euro che ha buone possibilità di vincere le elezioni. Non possiamo prenderci in giro su questi argomenti, ci deve invece essere la volontà di collaborare con tutte le altre forze che sono contro l’Euro. La cosa ovviamente dovrebbe avverarsi anche in Europa, perché non ha senso dividere il campo dell’anti Euro in Europa. Che idea è stata quella di non mettersi tutti insieme in Europa? Farage non voleva stare con la Pen? Non siamo stati certo noi ad aver voluto la divisione, è stato Farage a cercare la divisione con mia grande delusione. Come Lega noi siamo disponibili ad allearci con tutti, anche col diavolo, basta che si esca da questa situazione dove si muore e chiudono fabbriche.
Diciamo anche che la motivazione che ha spinto il M5S a non unirsi alla Lega risiede nel fatto che, al di là di tutto, la Lega è da anni che sta al potere ma non ha mai preso posizione così forte contro l’Euro come avvenuto poi con Salvini…
Non è proprio così perché la posizione della Lega contro l’Euro era stata espressa ad origine. Dopo di che si son seduti, come me, una volta vista la situazione greca e questa tragedia finanziaria senza precedenti. Io stesso mi sono svegliato nel 2010 e non posso rimproverare ad altri di non averlo fatto prima. Anche Salvini ha sostenuto questa posizione sull’Euro dopo averla studiata e condivisa con me, portando avanti l’idea di Euro davanti al congresso. Certamente in passato ci sono stati degli errori, ma non si possono certo amputare all’attuale situazione.
Sorge però anche un altro problema, cioè quello del dopo-uscita dall’Euro. Quale la strada da intraprendere per concretizzare questa discussa sovranità monetaria?
Ci sono tante spiegazioni anche tra i miei scritti, argomenti complessi che si possono certo discutere nel dettaglio. Ma risulta prematuro perché, se prima non si può uscire, è inutile spiegare come. Prima decidiamo se andare a mare o in montagna e poi sicuramente il sentiero da percorrere. Abbiamo anche lavorato con diversi economisti in tutta Europa per analizzare quale sarebbe stata una soluzione più indolore per minimizzare gli effetti derivanti da questa scelta, vale a dire l’uscita della Germania, e quindi un’uscita condivisa. Qualora questa strada non fosse praticabile allora si può, anzi si deve, procedere unilateralmente.
Ultimamente in molti, dalla Annunziata ad importanti imprenditori come Della Valle, si sono chiesti se realmente Renzi sia capace a governare. Secondo lei questo dubbio sta sorgendo anche tra più alti vertiti europei? Cosa dovremmo aspettarci?
Secondo me i vertici europei sono molto compiaciuti di Renzi. Io sono convinto che all’interno delle cerchie più alte del potere europeo, Renzi sia estremamente ben considerato perché sta facendo esattamente tutto quello che hanno richiesto. Vai a trovarne un altro che riesce a fare le stesse cose che faceva Monti, facendo credere di fare tutto il contrario. Bravissimo. Lui svende patrimonio italiano, aumenta le tasse, continua a contribuire ai fondi salva stati, sta distruggendo il paese esattamente come richiesto. Sta in realtà facendo ciò che voleva fare Monti ma con più efficacia. Per questo son sicuro che in Europa si fanno gli applausi.

Tratto da www.lintellettualedissidente.it

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