Parlamento Europeo, cosa deciderà sull’economia

di Andrea Telara
Le competenze (poche) sulle spese e sul bilancio dell’Ue della nuova assemblea di Bruxelles e Strasburgo
Oltre 410 milioni di persone che vivono tra il Mare del Nord e il Mediterraneo, tra l’Oceano Atlantico, i Balcani e il Baltico. Sono i cittadini europei chiamati a votare per il Parlamento Europeo, tra giovedì 22 e domenica 25 maggio. Negli ultimi anni, l’assemblea di Bruxelles e Strasburgo ha allargato i propri poteri anche in campo economico, benché le funzioni e le competenze restino molto limitate e le leve del comando, su questo fronte, siano tuttora saldamente nelle mani degli stati nazionali. Ma ecco, in sintesi, qual è il ruolo del Parlamento Europeo nella politica economica dell’Ue.

POTERI DI BILANCIO
L’assemblea di Strasburgo e Bruxelles ha il compito di approvare ogni anno il bilancio dell’Unione Europea. Al Parlamento spetta dunque l’ultima parola sulla gestione delle entrate e delle spese comunitarie. Va ricordato, però, che il bilancio dell’Ue è ancora “minuscolo”, se confrontato a quello delle grandi nazioni federali come gli Stati Uniti, l’India, il Brasile o la Russia. Le risorse amministrate da Bruxelles, e in particolare dalla Commissione Europea, nel 2013 hanno raggiunto la cifra di150 miliardi di euro, corrispondenti a poco più dell’1% del pil continentale. Circa 60 miliardi di euro, cioè il 40% dei fondi,sono stati impiegati nelle politiche amebientali e nell’agricoltura. Altri 70 miliardi sono serviti invece per sostenere i piani di sviluppo economico, la coesione territoriale, le infrastrutture e la lotta alla disoccupazione. Molto più limitate sono invece le spese di amministrazione degli organismi comunitari che, sempre nel 2013, hanno superato gli 8 miliardi di euro, corrispondenti al5,6% dei fondi disponibili.
POTERI DI CONTROLLO
Il Parlamento dell’ Ue ha anche il compito di vigilare su come vengono spesi i soldi dei contribuenti europei da tutti gli organismi comunitari. In caso di irregolarità, l’assemblea può anche spingere la Commissione Europea (che è il principale organo esecutivo dell’Ue) a rassegnare le dimissioni. E’ ciò che avvenne per esempio nel 1999, quando la Commissione allora guidata dal lussemburghese Jacques Santer interruppe il proprio mandato qualche mese prima della scadenza naturale, dopo gli scandali e diverse accuse di frode, malfunzionamento e favoritismo che hanno coinvolto alcuni commissari. Il Parlamento di Bruxelles e Strasburgo vigila anche sull’operato della Banca Centrale Europea, il cui presidente deve esporre all’assemblea la propria relazione annuale.

Tratto da Panorama

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