Il 50% della pubblicità online è inutile. Lo dice Google

La pubblicità online ha molte caratteristiche, ma la solidità non sembra essere tra queste. Rappresenta ormai circa il 20% del totale della spesa pubblicitaria a livello mondiale, anche se oltre il 90% è controllato dai due oligopolisti del settore, ovvero Google e Facebook. La cosa più curiosa, però, è che nessuno sembra ancora avere un’idea chiara sul fatto che sia davvero efficace o meno. Come ha scritto il sito Quartz.com, questa incertezza ha raggiunto un nuovo massimo storico quando la stessa Google ha reso noto che il 56,1% delle inserzioni su internet non sono mai state neanche “in view”, ovvero apparse sullo schermo per un secondo o più. Questo porta a un numero impressionante di impression, o rappresentazioni dell’inserzione stessa, che vengono pagata dagli inserzionisti ma sono utili per le stesse aziende come un televisore lasciato acceso in una stanza vuota.

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Il premio Nobel per l’economia Joseph Stiglitz…

di David Stockman
Il 15 Settembre 2008 è stato il giorno in cui la Lehman è morta e le banche centrali del mondo sono andate all-in guidate dalla FED. E’ stato un tuffo epocale nella deformazione monetaria più pericolosa che il mondo abbia mai visto.
In quel momento era in atto una liquidazione di quel che rimaneva dei mercati dei capitali. Una pulizia dal marciume speculativo che si era accumulato durante l’era Greenspan. Ma la falsa depressione sbandierata dall’accolito della FED, Ben Bernanke, non ha lasciato operare questa pulizia. Lo zio Ben sventolava il feticcio di una’imminente Grande Depressione 2.0 — mandando nel panico Washington, Wall Street e il resto del mondo.
Il giorno successivo AIG sembrava come Ground Zero — il luogo in cui è stato confezionato l’intero “contagio” sistemico. In verità AIG non era portatrice di un misterioso contagio finanziario che era arrivato da una cometa dello spazio profondo.
di Max Parisi

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Rannichiatevi e copritevi — La calma sta finendo, la tempesta è in arrivo

di David Stockman
Il 15 Settembre 2008 è stato il giorno in cui la Lehman è morta e le banche centrali del mondo sono andate all-in guidate dalla FED. E’ stato un tuffo epocale nella deformazione monetaria più pericolosa che il mondo abbia mai visto.
In quel momento era in atto una liquidazione di quel che rimaneva dei mercati dei capitali. Una pulizia dal marciume speculativo che si era accumulato durante l’era Greenspan. Ma la falsa depressione sbandierata dall’accolito della FED, Ben Bernanke, non ha lasciato operare questa pulizia. Lo zio Ben sventolava il feticcio di una’imminente Grande Depressione 2.0 — mandando nel panico Washington, Wall Street e il resto del mondo.

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L’ UE della spesa e dello spreco sta al liberismo come Justin Bieber al Rock

Di Javier García Dall’ultima volta che l’abbiamo intervistato, Daniel Lacalle ha già pubblicato due nuovi libri: “Viaje a la Libertad Economica” e da pochissimi giorni “La Madre de todas las Batallas” (in Inglese pubblicati in Wiley: “Life in the Financial Markets” e “The Energy World is Flat”). Daniel è un economista brillante, specializzato in energia e mercati finanziari ed entrambi i libri sono ricchi di idee, riflessioni e dati, che ci permettono di avvicinarci alla realtà da diversi punti di vista.
Daniel, mi permetta di cominciare in maniera molto diretta. Mi piace molto la definizione che usa spesso Xavier-Sala-i-Martin, riguardo a ciò che significa essere liberista. Gli piace affermare che i veri liberisti sono coloro a cui non piace che gli si mettano le mani nel portafogli (con tasse/spesa pubblica), né nelle braghe (in allusione alla libertà individuale e di pensiero). Qual è la sua definizione di liberista?

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