Ecco come il fisco distrugge le imprese

Il caso di seguito descritto rappresenta la pressione fiscale complessiva subita da una piccola società con due soci, che ha realizzato, nell’esercizio 2012, un utile di appena 32000 euro. Una miseria, insomma. Eppure la pretesa del fisco è tale da richiedere alla società e ai soci il pagamento di circa 27 mila euro tra tasse e contributi, ossia quasi l’85% dell’utile realizzato.
di Paolo Cardenà

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Le “riforme strutturali” non sono la soluzione

di Dani Rodrik Sembra che l’austerità sia passata di moda nell’Eurozona – almeno per il momento. La Commissione europea ha concesso a Spagna, Francia e Paesi Bassi più tempo per adeguarsi al tetto del 3% del rapporto deficit/Pil dell’Unione europea. Anche le autorità governative tedesche ora ammettono che per rilanciare le economie della periferia europea serva qualcosa in più del rigore fiscale. Per la Commissione, quel «qualcosa in più» sono le riforme strutturali: un allentamento delle restrizioni ai licenziamenti, altre riforme per il mercato del lavoro, la liberalizzazione delle professioni e la rimozione dei controlli sui mercati di beni e servizi.

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