Pritchard: se resta nell’euro, nel 2014 l’Italia collassa

Enrico Letta aspetta che sia la Merkel a salvare l’Italia? Be’, buonanotte. Secondo Ambrose Evans-Pritchard, l’Italia sta scherzando col fuoco: avanti di questo passo, sotto la sferza dell’euro-rigore, il nostro paese rischia il collasso già nel 2014. Il problema? L’euro, ovviamente, e il regime di Bruxelles, che taglia lo Stato imponendo sacrifici con un unico orizzonte: la catastrofe. «Quello che serve in Europa oggi è uno shock economico sul modello dell’Abenomics», dice il columnist economico del “Telegraph”, indicando come modello il Giappone di Shinzo Abe. Sovranità monetaria e deficit positivo, per risollevare l’economia. «Italia, Spagna, Grecia e Portogallo, insieme alla Francia devono smettere di fare finta di non avere un interesse in comune da tutelare». Attenzione: «Questi paesi hanno i voti necessari per forzare un cambiamento». In Francia, sarà risolutiva Marine Le Pen: magari non conquisterà l’Eliseo, ma costringerà i grandi partiti a cambiare agenda, imponendo loro di fare finalmente i conti con Bruxelles, Berlino e la Bce.

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John Stuart Mill contro la Banca centrale europea

di J. Bradford DeLong

BERKELEY – Uno dei peggiori segreti dell’economia è che non esiste una teoria economica. In pratica, non esiste una serie di principi fondamentali su cui poter basare i calcoli che spiegano i risultati economici del mondo reale. Dovremmo tenere a mente questo limite della conoscenza economica quando spingiamo al massimo l’austerità fiscale in tutto il mondo.

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This must be the place

di Andrea Gerardi
Dal 1^ ottobre l’aliquota Iva ordinaria aumenterà dal 21% al 22% ponendo l’Italia tra i paesi con le più alte tassazioni indirette.
Per alcuni rappresenta una manovra economica che coltiva la tradizione della crisi, tendendo a schiacciare i consumi e le imprese, per altri una scelta inevitabile.
Fatto sta che i primi pronostici non delineano certamente un orizzonte migliore: stando alle previsioni del Codacons in un anno la riduzione dei consumi si aggirerà intorno al 3% e le famiglie italiane spenderanno tra i 207 euro e i 260 euro in più all’anno.

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di Guido Gentili
“Two-pack”, una bomba ad orologeria? Il Commissario agli Affari economici, Olli Rehn, arriva martedì a Roma per un’audizione al Parlamento italiano, dove spiegherà il senso delle “raccomandazioni” europee.
È la prima volta che accade, e non sarà ultima. Perché inizia, sotto la bandiera generale del “maggiore coordinamento”, una fase nuova per la politica economica italiana, una sorta di “cogestione” dei cui effetti la classe politica italiana ha parlato finora distrattamente. Sbagliando.

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