Parlamento Europeo, cosa deciderà sull’economia

di Andrea Telara
Le competenze (poche) sulle spese e sul bilancio dell’Ue della nuova assemblea di Bruxelles e Strasburgo
Oltre 410 milioni di persone che vivono tra il Mare del Nord e il Mediterraneo, tra l’Oceano Atlantico, i Balcani e il Baltico. Sono i cittadini europei chiamati a votare per il Parlamento Europeo, tra giovedì 22 e domenica 25 maggio. Negli ultimi anni, l’assemblea di Bruxelles e Strasburgo ha allargato i propri poteri anche in campo economico, benché le funzioni e le competenze restino molto limitate e le leve del comando, su questo fronte, siano tuttora saldamente nelle mani degli stati nazionali. Ma ecco, in sintesi, qual è il ruolo del Parlamento Europeo nella politica economica dell’Ue.

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Il capitalismo distrutto dalla finanza

di Fabrizio Pezzani
Un Armageddon socioculturale: è lo scontro in corso tra finanza e società. Letteralmente, Armageddon è il luogo del conflitto finale fra bene e male, spesso evocato nella storia a fronte di guerre epocali. Oggi la storia ci mette di fronte a un contesto del genere. Il modello culturale che ha caratterizzato gli ultimi 30 anni, con una finanza egemone, genera ormai soltanto problemi crescenti. La disuguaglianza, la povertà, il degrado morale, la conflittualità, l’individualismo e un livello di esasperazione sociale che sta pericolosamente salendo anche nel nostro Paese sono i frutti velenosi dell’albero di questo modello culturale. “Guardatevi dai falsi profeti, li riconoscerete dai loro frutti” si legge nel Vangelo.

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Finanza, Regole e (niente) Politica: il Triangolo scaleno dell’Europa

Se la Germania dimentica l’UE gli altri Paesi si facciano sentire
di Guido Rossi
L’Europa si trova strutturata in una sorta di immoto e inamovibile Triangolo Scaleno, dove il solo lato funzionante è rappresentato dai mercati della finanza speculativa globale, tenuti a bada dalla solitaria lungimirante e a volte anomala Bce. L’altro lato, quello della politica, è bloccato ed incapace, in mancanza di una univoca politica bancaria, fiscale ed economica, a costituire la protezione istituzionale della Bce, unico tutore della moneta unica, il traballante euro. Il terzo lato è rappresentato da quelle politiche, scoordinate l’una dall’altra e spesso con gravi deficit di democrazia interna, che rimangono nella sovranità dei singoli Stati, costretti ormai, persino a livello costituzionale, a perseguire una politica economica di austerità, imposta dalla troika a tutela dei mercati e delle loro speculative istituzioni finanziarie.

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Confessioni anonime di un non-evasore

Il Guardian pubblica un articolo di due studenti dell’Università di Manchester, fondatori dell’associazione Post-Crash Economics Society. Si invoca una maggiore apertura dei programmi universitari e di dottorato verso altre scuole di pensiero, mentre il mainstream accademico è ancora arroccato sulle posizioni neoclassiche che si sono rivelate incapaci di spiegare la crisi.I programmi universitari di economia sono bloccati su un modello sorpassato. Ci sono altre scuole di pensiero che meritano di essere insegnate.

di Zach Ward-Perkins e Joe Earle, theguardian.com

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