La Trasformazione Digitale delle PMI

Fino a qualche anno fa la digitalizzazione di un’impresa era determinata dal grado di automazione dei suoi processi operativi e transazionali, oggi invece il focus è sulla “relazione”. Le aziende ricevono le maggiori sollecitazioni alla digitalizzazione nei processi relazionali con i propri clienti, i propri fornitori e in generale con il contesto esterno. Le aziende per relazionarsi con i propri clienti devono imparare a muoversi nella “giungle digitale” di cui Facebook, i QR Code e le mobile app sono solo alcuni esempi.

Problematiche similari, anche se con un’impronta più business-to-business, si incontrano quando l’azienda si pone come cliente verso i propri fornitori e come attore della suplly chain. Allo stesso modo, c’è una forte spinta a rendere digitali anche le relazioni all’interno dell’azienda, impiegando i software di virtual meeting come la web conference e i communication tools come skype, il messanging o il chatting. Se da un lato quindi le imprese subiscono la pressione degli attori con i quali si relazionano per diventare imprese digitali, dall’altro le innovazioni tecnologiche offrono loro nuove opportunità per raccogliere e trattare significative moli di dati in tempi estremamente ridotti, anche in streaming. L’internet of Thing ne è un esempio.

Ma come le piccole e medie imprese italiane (PMI) stanno reagendo a queste sollecitazioni?

Per rispondere a questa domanda SDA Bocconi con IBM ha lanciato una ricerca a cui hanno partecipato 487 imprese di tutti i settori di attività, con una naturale maggioranza di aziende del settore manifatturiero (59%) . I risultati della ricerca mostrano come le PMI siano “a metà del guado”. L’indice di digitalizzazione è infatti pari a 4,3 (su una scala da 1 a 7), allineato agli indici calcolati da World Economic Forum nel 2013. La percezione di valore potenziale e di impatto sulle perfomance aziendali derivanti dalla digitalizzazione è alta e questo rende abbastanza certo e durevole il percorso avviato dalle imprese. Le aziende evidenziano come sia ormai “dovuta diligenza” avere dei sistemi gestionali per far funzionare efficientemente la “macchina operativa” dell’azienda e come essi siano la base su cui costruire la vera innovazione digitale per differenziarsi sul mercato e affrontare l’attuale complessità di Business.

Risulta fondamentale, invece, per procedere nella digitalizzazione delle imprese avere (in ordine di importanza): processi di insight e di decision making (real time e non) più sofisticati; più efficienti processi operativi e di relazione/ collaborazione mobile e social in azienda e con il mercato; infine, processi di gestione Multi/Omni Channel dei clienti e del loro Customer Engagement e Experience. I risultati della ricerca mostrano come le imprese italiane si stiano predisponendo, anche se con qualche ritardo e preoccupazione, al cambiamento digitale. Molta attenzione, però, deve essere posta sui fattori organizzativi indispensabili per questo cambiamento (“readiness organizzativa”). Da parte delle funzioni di Business, il top management ha bisogno di essere supportato nella definizione di una Road Map della digitalizzazione per capire quali soluzioni sono realmente possibili e quali sono gli impatti derivanti.

Da parte dell’organizzazione IT, la funzione Sistemi Informativi fa fatica a evolversi verso modelli organizzativi più moderni e a concentrare le proprie risorse a capacità interne su attività ad alto valore aggiunto (governance e strategia, costing e perfomance, supplier e contract management, customer e demand management, ecc.); soprattutto, fa fatica ad articolarsi in modo credibile nelle due componenti organizzative che già da anni si profilano, una dedicata ai tradizionali sistemi amministrativo-gestionali e una dedicata all’innovazione digitale.

Un altro elemento di criticità evidenziato dalla ricerca è la carenza di competenze digitali. Infatti, le funzioni di business e il top management, sempre più decision maker degli investimenti digitali in azienda, spesso non possiedono le necessarie basi per scegliere, orientare, organizzare e valutare i risultati di questi investimenti: in altri termini essi non sono gli eLeader che anche la Comunità Europea auspica nelle imprese europeee per poter affrontare ad “armi-pari” la competizione con le imprese extra-europee. Per diventare imprese digitali, quindi, sicuramente ancora molto lavoro da fare sia in termini di azioni preparatorie delle imprese alla digitalizzazione sia in relazione agli investimenti IT, soprattutto in tecnologie e servizi digitali più evoluti che come evidenzia la ricerca, oggi presentano livelli di adozione medi.

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