Prima cerca di capire…poi di farti capire

 

                                                                               

 

Avete mai letto il libro di S. Covey “Le 7 Regole per avere successo” ?

La regola numero 5 mi ha colpito particolarmente, recita come segue:

prima cerca di capire…poi di farti capire”.

 

Supponiamo che voi abbiate un disturbo della vista e decidiate di farvi visitare da un oculista. Dopo avervi brevemente ascoltato, l’oculista si toglie gli occhiali e ve li porge.

“Si metta questi”, dice, li porto da dieci anni e mi hanno davvero aiutato.

Voi li indossate, ma non fanno altro che peggiorare il problema.

Quante probabilità ci sono che ritorniate da quell’oculista la prossima volta che avete disturbi visivi?

Non molte, immagino. Non si ha molta fiducia in uno specialista che prescrive la cura prima di fare la diagnosi.

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Quanto le tecniche di vendita possono essere aiutate dal digitale?

 

di G.Scancella 

Vendere è una professione.

Purtroppo - o per fortuna - molti sottovalutano questa attività, poiché non riescono a percepirne le reali potenzialità.

La realtà è che tutti siamo un po’ venditori. La prima trattativa l’abbiamo fatta quando siamo nati, la nostra prima negoziazione quando ci siamo messi a “frignare” usciti dalla pancia della mamma!

Spesso si pensa che il digitale abbia mutato, stravolto e talvolta nascosto alcuni ruoli professionali, in questa sede invece vogliamo focalizzarci proprio su quanto il digitale porti valore alle attività di vendita.

L’obiettivo per un venditore è sempre quello di estendere il tema delle vendita in tre macro assi:
vendite, opportunità e cross sell.

Prendiamo in mano uno dei libri che potremmo considerare la “Bibbia” di un venditore : “Come si diventa un venditore meraviglioso”.

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I trascurati abitanti della Terra di Mezzo

 

Di C.Malossi

@ClaudioMalossi

 

In molte aziende e organizzazioni, anche le più piccole, esiste un territorio intermedio tra il top management e la front-line abitato dai middle manager. In questa Terra di Mezzo operano le persone che spesso hanno la possibilità di determinare gran parte dei successi e degli insuccessi delle aziende stesse.

A seconda delle realtà, queste figure sono molto eterogenee tra loro. Parliamo ad esempio di team leader, di responsabili di area, di responsabili di punti vendita, di capi officina, di capi squadra, ecc.

E’ quasi impossibile fornire una definizione precisa e univoca di queste persone, difficile cogliere tutte le caratteristiche e sfumature di questo ampio e variegato universo professionale. Si spazia dai ruoli più tecnici a quelli maggiormente relazionali, dalla gestione logistica alla finanza, passando per la vendita, la consulenza e l’amministrazione.

Da sempre queste persone ricoprono posizioni “di mezzo” tra il senior management e la front-line, tra la strategia e la sua implementazione. Vengono a volte metaforicamente definite come il collante che tiene assieme tutti i pezzi oppure anche come la molla, che  resistendo alle spinte che provengono dall’alto e dal basso assorbe le spinte e mantiene l’equilibrio. In entrambi i casi è evidente che parliamo di ruoli fondamentali per le aziende.

 

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Le conseguenze dell’acquisto di titoli pubblici da parte di una banca centrale

Data l’attualità dell’argomento in seguito all’ipotesi, di una cancellazione o quanto meno una non contabilizzazione della parte del debito pubblico italiano detenuta dalla BCE, riproponiamo un articolo dell’economista Paul De Grauwe. 
Autorità riconosciuta a livello internazionale nel campo della politica monetaria che ci illustra nei dettagli tecnici le conseguenze dell’acquisto titoli pubblici da parte di una banca centrale, soffermandosi  poi in particolare sul caso specifico della banca centrale di un’unione monetaria tra paesi privi di unione fiscale, come è l’eurozona.
Come spega De Grauwe, una  ipotesi di questo genere non avrebbe nulla di tecnicamente od economicamente infattibile, in quanto non comporta oneri o perdite a carico di nessuno, se non la rinuncia al lucro sugli interessi  dei titoli della BCE che vengono redistribuiti tra i paesi dell’unione in percentuale della quota di capitale di ciascuno.  Evidentemente lo scandalo di queste ore attiene a considerazioni più che altro legate ad una resistenza politica a gestire in maniera coordinata e condivisa quel pasticciaccio brutto che si è rivelata l’unione monetaria. 

di Paul De Grauwe, Yuemei Ji, 14 giugno 2013
Traduzione di Ugo Sirtori

 

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