Sei dotato d’intelligenza emotiva? 18 domande e un test per scoprirlo

Di Travis Bradberry

 

Quando il concetto d'intelligenza emotiva (QE) è stato divulgato per la prima volta, è servito da anello mancante di una scoperta singolare: nel 70% dei casi la gente con un quoziente intellettivo (QI) medio poteva vantare risultati migliori di quelli coi QI più elevati. L'anomalia era andata a mettere i bastoni fra le ruote a quello che era stato da sempre identificato quale unica origine del successo — il QI.

Oggi, dopo decine di anni di ricerche l'intelligenza emotiva si rivela un fattore distintivo fondamentale. Il legame è talmente stretto che nel 90 per cento dei più bravi si riscontra un'elevata intelligenza emotiva.

L'intelligenza emotiva è quel "qualcosa" dentro ciascuno di noi che risulta un po' intangibile. Va a influenzare il modo in cui siamo in grado di gestire il comportamento, districarci fra le complessità della socializzazione, e prendere decisioni di natura personale in grado d'ottenere risultati positivi.

 

 

 

 

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Perché bisogna curare la “forma finanziaria”

Di M.Liera

 

Nel bestseller “The Millionaire Next Door” (il milionario della porta accanto) gli autori Thomas Stanley e William Danko raccontano che ci sono milionari americani che al sabato mattina ritagliano meticolosamente dai giornali i buoni sconto da mezzo dollaro per il supermercato. E che la capacità di accumulare ricchezza dipende da due variabili: 1) la frugalità, che si traduce in maggiori risparmi; 2) il tempo dedicato alla cura di quei risparmi.

La seconda variabile è meno banale di quanto si pensi. I grandi processi di distruzione di ricchezza nascono da scarsa attenzione e delega passiva a terzi (intermediari, ma anche parenti, amici e così via). D’altra parte, il costo opportunità del tempo è molto elevato perché ogni età – con le possibilità connesse – è unica e irripetibile. La gestione dei propri soldi diventa allora la classica attività molto importante ma non urgente che si tende inevitabilmente a rinviare.

                                                                                   

                                                                      

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8 lezioni di Seneca per una carriera migliore

 

                                         

Da Seneca è possibile imparare moltissimo, anche in riferimento al mondo del lavoro.

“La natura dell'universo è tale che gli estremi non possono mai giustificare i mezzi: al contrario, i mezzi determinano sempre la fine” – Aldous Huxley

1.Dove spendete (sì, spendete) la maggior parte delle vostre ore di veglia?

2.Questi ambienti vi permettono di sviluppare ed esprimere le vostre idee?

Destinare riflessioni importanti a queste domande è essenziale se desideriamo avvicinarci al nostro io, in quanto le influenze a cui ci esponiamo più di frequente plasmeranno indubbiamente la nostra mentalità, il nostro atteggiamento e la nostra traiettoria.

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Le strategie per superare qualsiasi sfida

Non importa chi siete o cosa avete fatto, la vita è piena di esperienze che possono trascinarvi così profondamente negli abissi da farvi temere di non rivedere mai più la superficie.

 

 Lo psicologo e docente di Harvard Robert Waldinger è a capo del The Harvard Study of Adult Development, uno studio che ha seguito 724 uomini per 75 anni allo scopo di comprendere che cosa renda una vita felice. Avere le giuste relazioni e comunità è il fulcro della felicità. Essere circondati da persone che possono farci superare le difficoltà è essenziale per sentirsi felici e ottimisti. Oltre a fare affidamento su una famiglia e degli amici leali, Waldinger delinea sei strategie per placare le emozioni forti quando incontriamo un ostacolo sulla nostra strada. Potrebbero non risolvere i vostri problemi, ma vi aiuteranno ad affrontarli partendo da una condizione di pace, piuttosto che dal caos. Indipendentemente dall’esito, vi daranno il potere di prendere decisioni consapevoli, piuttosto che scelte guidate dalla paura.

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