Sphera Group
e' una realtà della consulenza strategica e di direzione

selezione del personale, formazione manageriale e aziendale

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da diversi anni assiste il management delle aziende di ogni settore

FINANZA E <br> FISCO

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FISCO

I servizi Sphera Group di Consulenza Finanziaria e fiscali

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offrono soluzioni pratiche ed efficaci, tramite un’analisi finanziaria strutturale.

TURNAROUND

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Velocità di analisi e concretezza:

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le due principali capacità per ristrutturare e far ripartire un’attività imprenditoriale.

CONSULENZA DI DIREZIONE

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“Non andate in cerca di errori, ma di un rimedio.”, Henry Ford.

“Non andate in cerca di errori, ma di un rimedio.”, Henry Ford.

Oltre alla Gestione delle Risorse Umane, elemento fondamentale per la vita e la competitività di ogni azienda, riteniamo indispensabili anche gli altri aspetti dell’attività delle organizzazioni, in nome del concetto di Qualità Totale.

ANALISI ORGANIZZATIVA

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Progetti di disegno organizzativo finalizzati ad una accurata indagine della struttura organizzativa.

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L’analisi del potenziale come chiave di lettura decisiva

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Progetti formativi finalizzati per organizzazioni aziendali che vogliono rimanere al passo in un mercato in continua evoluzione.

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Quello che troverete nelle pagine seguenti sono sostanzialmente indicazioni semplici ma esaustive, un po’ come le caratteristiche che deve avere oggigiorno un negoziatore.

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Permette di consultare svariate offerte con la possibilità di inserire il proprio curriculum vitae

Sphera Group è una delle più dinamiche realtà della consulenza strategica e di direzione.

Selezione del personale, formazione manageriale e aziendale che da diversi anni assiste il management delle aziende di ogni settore nell’identificare e realizzare fattori di vantaggio competitivo concreti e duraturi. Aiutiamo il management e le imprese a generare risultati sostanziali e a valorizzare il patrimonio dell’impresa.

Ai titolari e ai manager di queste aziende offriamo assistenza nella definizione delle proprie strategie,

ma soprattutto nella realizzazione dei cambiamenti organizzativi, operativi, commerciali e tecnologici, richiesti da tali strategie o semplicemente dal proprio contesto di mercato e competitivo..

Per mantenere standard così elevati, Sphera Group

consolida e rinnova la propria cultura attraendo, da sempre, talenti capaci di intuire, di percorrere strade non ancora conosciute e li inserisce in un network fatto di persone di altissimo livello, che dispongono di grandi risorse professionali, fonti esclusive ed esperienze di successo.

Amartya Sen: “L’austerità sta trascinando l’Europa nel baratro. La Sinistra italiana? Non la vedo”

Indiano d’origine “prestato” a Harvard, Amartya Sen, 76 anni, Nobel per l’Economia nel 1998, è una delle massime teste pensanti del nostro presente. Guru liberal, raro esemplare di filosofo-economista, in questa intervista comparsa sul “Giornale” non lesina scudisciate contro la costruzione dell’euro e il vangelo dell’austerity. Criticando anche la sinistra italiana: non pervenuta.

 

Professor Sen, cominciamo con un’ottima domanda. Che cos’è la felicità?Una condizione complessa, sicuramente più ampia di quella descritta dagli utilitaristi à laJeremy Bentham, per i quali sarebbe una massimizzazione del piacere. Dimensione imprescindibile per una vita piena è invece la libertà, pertanto ogni dispiegamento di mezzi ha senso se produce un’espansione delle nostre libertà sostanziali. Per capire è utile la distinzione medievale tra “agente” e “paziente”: la felicità è piena quando l’uomo è “agente”. Questo si vede bene nell’amore: quello vero allarga le nostre potenzialità e di certo non le avvilisce.
Pensa che la situazione che stiamo vivendo in Europa sia felice?
Credo che il sentimento prevalente in Europa sia l’infelicità. Nel sostenerlo non misuro una sensazione soggettiva, ma registro uno status quo che nega le maggiori libertà umane. Se non trovo lavoro, o se sono malato e non posso curarmi, la mia libertà è impedita. L’infelicità è il corollario, a prescindere da come possano poi sentirsi effettivamente le persone.
Perché siamo arrivati a questo punto?
Il tracollo europeo nasce una politica d’austerità fallimentare che ha prodotto l’attuale scenario di povertà e disoccupazione. Lo dico in qualità d’economista, perché la nostra è una scienza empirica. E una legge fondamentale dell’esperienza è imparare dagli errori. Il regime d’austerity, in vigore da anni, sta conducendo al baratro l’Europa.
E l’Italia? Il termometro dello spread s’è raffreddato, eppure il tasso di disoccupazione non accenna a calare, le attività chiudono…
Anche l’Italia ha dovuto adottare politiche sciocche. Ma nessun paese europeo è al riparo dai danni di questa politica deflazionistica. La Germania stessa ne sente gli effetti, poiché sono venuti meno i mercati per le sue esportazioni. Sostenendo ciò, mi ricollego a un assioma base dell’economia novecentesca: senza domanda l’economia piange. Dovremmo riattualizzare Keynes.
Nessun paese europeo è un’isola, potremmo dire. Cosa si può fare per invertire la rotta, dovremmo inaugurare un “New Deal” europeo?
Il problema è endemico. Nell’Unione europea manca una visione politica ragionata abbastanza forte da ergersi a contrasto di quanto è pattuito in sede intergovernativa. Per questo servirebbe una dichiarazione all’unisono di Italia, Grecia, Spagna, Portogallo e in generale di tutti i paesi vessati da vincoli di bilancio. L’Unione europea deve lasciarsi alle spalle la controproducente austerità. E va adottato un grande programma di politica economica europea pro sviluppo.
In passato ha espresso la sua contrarietà all’unione monetaria europea. Se non avessimo adottato l’euro adesso staremmo meglio?
Sono stato contrario all’euro per motivi di tempistica. L’unione monetaria avrebbe dovuto essere adottata dopo l’unione fiscale e politica e non prima di questa. Saltando lo scalino, invece, gli stati ancora “nazionali” hanno perso il controllo sulla propria politica monetaria. Creando situazioni ad alta tensione: i tedeschi che accusano i greci d’essere pigri, i greci che accusano i tedeschi d’essere dei Kapò. Non è di certo questa l’unità europea immaginata da Altiero Spinelli e Ernesto Rossi negli anni quaranta sull’isola di Ventotene.
Serve la politica quindi. Al riguardo, Anthony Giddens ha difeso la tradizionale dicotomia destra-sinistra (a differenza del premier Monti). Per lei l’opposizione è ancora utile?
A mio avviso la distinzione c’è e affonda nei valori fondamentali delle due parti. Idealmente, la sinistra è garante della felicità, diritto da assicurare universalmente con l’interventismo statale. La destra originariamente è stata il bastione dei diritti proprietari; ora, più genericamente, difende le libertà individuali e il libero mercato. Personalmente sono di sinistra. Penso, però, che la sinistra debba prestare attenzione ai capisaldi liberali della destra. Il bipolarismo destra-sinistra è rintracciabile, seppure con cospicue diversità, sia negli Stati Uniti sia in Europa. Non si può dire lo stesso dell’Italia. Ed è deprimente che nel paese di Antonio Gramsci non si scorga un’agenda politica che possa definirsi veramente “di sinistra”.
(Intervista uscita su “Il Giornale” del 19 gennaio 2013 con il titolo “Il denaro non fa la felicità? Invece sì”) migliore a noi stessi e ai clienti che ci hanno dato fiducia.

(Intervista uscita su “Il Giornale” del 19 gennaio 2013 con il titolo “Il denaro non fa la felicità? Invece sì”)

 

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